Condividere richiede pochi secondi. Capire dove potrà arrivare ciò che condividiamo è molto più difficile.
Prima di pubblicare una foto, inoltrare un messaggio o condividere un’informazione, possiamo fermarci e farci cinque semplici domande.
1. È mio?
Quello che sto per condividere riguarda soltanto me?
Una fotografia, una conversazione o un’informazione possono contenere qualcosa che appartiene anche alla vita di un’altra persona. Essere in possesso di un contenuto non significa automaticamente poter decidere per tutti quelli che coinvolge.
2. Ho chiesto?
Se compaiono altre persone, sanno che sto per condividere quel contenuto?
Chiedere prima di pubblicare una foto o un video non è soltanto una questione di regole. È un modo per riconoscere agli altri la possibilità di decidere come vogliono essere rappresentati online.
3. So chi lo vedrà?
Una chat privata, un gruppo della classe e un profilo pubblico non sono la stessa cosa.
Prima di condividere vale la pena controllare chi può vedere il contenuto. E ricordare che chi lo riceve potrebbe salvarlo, copiarlo o inoltrarlo.
4. Mi andrebbe bene ritrovarlo altrove?
Una volta inviato un contenuto, il nostro controllo su di esso può diminuire rapidamente.
Prova a immaginare quella fotografia, quella frase o quel video fuori dal contesto in cui lo stai pubblicando. Ti sentiresti ancora tranquillo?
5. Serve davvero condividerlo?
Non tutto ciò che possiamo pubblicare deve essere pubblicato.
A volte la scelta più consapevole è condividere con meno persone. Altre volte è aspettare. E qualche volta è semplicemente non condividere.
Prima di condividere non chiederti soltanto: “Posso farlo?”. Chiediti anche: “Cosa potrebbe succedere dopo?”.
Alcune informazioni meritano particolare attenzione
Password e codici di accesso, documenti, indirizzi, posizione in tempo reale e altre informazioni personali possono avere conseguenze molto diverse da una normale fotografia o da un commento.
Prima di condividerli è importante capire che cosa stiamo comunicando, a chi e per quale motivo.
